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Fiore Podere San Biagio Cereali e Farine Biologiche

Ordinativo minimo € 40.00 da scegliere nell'intero parco prodotti del produttore Fiore Podere San Biagio - Abruzzo.
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Foto ico 2 kg
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Prezzo unitario € 9.05
DisponibilitàBuona
Quantità

Farro Perlato Biologico 2 kg

Denominazione: Farro Perlato – Trititum Dicoccum

Conservazione: >15° Conservare in luogo fresco e asciutto, lontano da fonti di luci e calore;

Area di Produzione: Provincia di Teramo, Area Pre-Parco Nazionale d’Abruzzo;

Estensione Terreno: 5 Ettari

Altitudine di Coltivazione: 600 m;

Varietà: Trititum Dicoccum

Metodo di Coltivazione: Biologico;

Semina: Ottobre – Novembre;

Raccolta: Metà Luglio

Caratteristiche Prodotto
Oggi con il farro si fa una gran confusione trovandosi spesso sul mercato di fronte a prodotti più simili al grano che al farro. L’Azienda Agricola Fiore Podere San Biagio coltiva il tipo “Italia centrale”. E’ il farro originario dei soldati Romani, è più proteico, più ricco di sali minerali, più saporito. Per un ventennio l’Azienda ha lavorato su questa sottospecie, individuando tra questa un ecotipo locale denominato Livesa Rossa. Rispetto al farro normalmente in commercio presenta il 2% di proteine in più, un indice di agglutinamento maggiore e un minore contenuto di glutine (è la formula 1 del farro).

Colore: Varie sfumature dal beige chiaro all’avorio;

Odore: Neutro.

Cenni Storici e Curiosità sul Prodotto
Il farro, nome generico usato per tre differenti specie del genere Triticum, rappresenta il più antico tipo di frumento coltivato e utilizzato come nutrimento dall’uomo fin dal Neolitico. Si distinguono:
- Farro Monococco (Triticum Monococcum);
- Farro Dicocco (Triticum Dicoccum);
- Farro Spelta (Triticum Spelta);
Dei tre tipi, il Farro Monococco ha avuto, 10.000 anni fa, come patria di origine le zone montuose della Turchia (l’attuale Kurdistan). A quei tempi l’uomo se ne cibava raccogliendolo spontaneamente, poi man mano con la nascita dell’agricoltura ha iniziato a coltivarlo. Tra l’VIII e il VII millennio a.c., nelle zone più fertili della Mesopotamia, il Farro Monococco è stato sostituitoa prima con il Triticum Dicoccoides poi con il Farro Dicocco che rispetto al precedente presenta due cariossidi nella spighetta ed è notevolmente più produttivo. Più tardi tra il VI e il IV millennio a.c. si diffuse in Anatolia e nelle regioni Mediterranee. Il farro fu molto apprezzato dagli antichi Romani. Dalla lavorazione con la pietra infatti si otteneva una farinata “PULS” con la quale venivano fatte polenta e focacce. Divenne il cibo nazionale dei Romani, che ne usavano così tanto da essere chiamati pultiphagi, appunto mangia polenta. Il farro ebbe inoltre importanza nelle cerimonie religiose. Si offriva farro in chicchi agli Dei protettori dei raccolti e nei sacrifici il corpo delle vittime veniva ricoperto dalla mola salsa (farro e sale). Da qui ha origine per esempio il termine “immolare”. Offerte di farro inoltre si facevano a Cerere nelle “Feriae Sementive” e ai Lari. In alcune solenni ricorrenze di Giano, di Metralia, ed il primo dell’anno si offriva agli dei il Libum, una focaccia fatta con farina di farro. Da non dimenticare, infine, l’importante rito nuziale della Confarreatio durante il quale gli sposi sedevano su seggi coperti da una pelle di pecora per ricevere il pane di farro (panis farreus), simbolo della loro unione. Un elemento molto importante per la qualità biologica del farro è rappresentato dall’areale di coltivazione. Infatti man mano che si sale in altezza e si allunga il ciclo di vegetazione del cereale, si ottengono prodotti di migliore qualità fino ad ottenere da coltivazioni di Livesa Rossa coltivata a 600-1000 mt di altitudine un prodotto scuro, traslucido ed insuperabile.

Disponibilità: BuonaBuona Su ordinazioneSu ordinazione
ScarsaScarsa Fuori produzioneFuori produzione