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Fiore Podere San Biagio Cereali e Farine Biologiche

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Foto Saragolla Biologica 5 kg
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Farina Integrale di Saragolla Biologica 5 kg

Denominazione: Farina Integrale di Saragolla

Conservazione: >15° Conservare in luogo fresco e asciutto, lontano da fonti di luci e calore;

Area di Produzione: Mulino Aziendale – Contrada San Biagio – Controguerra (Te);

Varietà: Saragolla Triticum Turgidum

Estensione Terreno: 4 Ettari;

Metodo di Coltivazione: Biologico;

Semina: Marzo;

Raccolta: Fine Agosto;

Caratteristiche Prodotto
Per mantenere intatta le qualità nutrizionali, l’Azienda Agricola Fiore Podere San Biagio impiega esclusivamente tecniche di produzione artigianali, accurata selezione dei semi, macinazione a pietra e lenta essiccazione. Il prodotto è ottenuto dalla macinazione a pietra del grano di Saragolla liberato dalle sostanze estranee e dalle impurità.

Colore: Base bianco scuro, privo di colorazioni anomale, con presenza di frammenti cruscali selezionati

Cenni Storici e Curiosità
La Saragolla è un antico grano duro e fu introdotta in Abruzzo nel 400 D.C. da antiche popolazioni proto-bulgare, gli Altzec, che provenivano dall’Egitto e risalivano nella penisola. La stessa denominazione “Saragolla” è infatti bulgara, composta da SARGA=Giallo e GOLYO=Seme (o chicco) e quindi letteralmente chicco giallo. E’ infatti un grano molto speciale, duro e vitreo come l’ambra e produce farine color giallo intenso. Dal Medioevo fino al 1800, molti sono i testi che lodano le qualità del grano Saragolla. Grazie a questi testi, oggi sappiamo che il più apprezzato era proprio il Saragolla Turchesco (da noi riscoperto). Nel 1801, per esempio, l’Abate Bernardo Quartapelle, nel suo trattato “I Principi Della Vegetazione Ovvero Come Coltivar La Terra Per Trarre Da Essa Il Maggior Possibile Frutto”, riporta che nell’agro Pretuziano (antica denominazione della provincia di Teramo) gli agricoltori distinguono diversi specie di grani, chiamandone alcuni duri e altri bianchi, e fra i primi il più importante è la Saragolla. La Saragolla ha poi vissuto un periodo di oblio, la coltivazione era infatti relegata alle piccole proprietà contadine dell’Abruzzo collinare dove sopravvisse grazie alla selezione massale (i chicchi migliori erano conservati per la semina dell’anno successivo). Questo l’ha preservata dalle tecniche ibridazione delle spighe introdotte dal genetista sen. Cappelli nel ventesimo secolo.(1930) La Saragolla dunque, non essendo stata ibridata, ha una struttura biologica più “semplice” che la rende un sostituto squisito e digeribile per gli intolleranti ai prodotti del grano comune. Dal punto di vista botanico appartiene al genere Triticum, specie Triticum Turgidum, come il Kamut che gli assomiglia nel portamento, nello sviluppo e nelle caratteristiche. Rispetto al Kamut però, essendo la Saragolla una specie autoctona (cioè selezionata da sempre sul territorio), presenta caratteristiche nutritive ed organolettiche superiori.

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